LA RICERCA DELLE ZECCHE

Materiali e Metodi 

           La trasmissione di Borrelia burgdorferi s.l. è condizionata principalmente dall’attività dei vettori (Ixodes ricinus) infetti; questa è tanto maggiore quanto più le caratteristiche degli habitat di distribuzione corrispondono alle esigenze indispensabili a garantire la sopravvivenza degli stessi. I fattori favorenti, come abbiamo già ricordato, possono essere principalmente: il grado di umidità relativa atmosferica nella zona in cui sono presenti le zecche e la presenza di letti fogliari e/o di copertura vegetale erbacea ed arborea, ottimi ripari dove possono annidarsi e proliferare favorendone la diffusione. Gli ambienti più facilmente infestati sono, perciò, i boschi, sia di latifoglie sia misti, gli anfratti erbosi e i margini dei sentieri bordati d’erba sui quali ninfe e adulti trovano facile riparo per appostarsi ed attuare le strategie da predatore. Condizione opposta si ha invece negli ambienti desolati come ad esempio la landa.

            Un altro fattore determinante per la presenza delle zecche è la quota altimetrica: la fascia più idonea è quella compresa tra 600-1000 metri s.l.m.; anche se non mancano segnalazioni di ritrovamenti a quote prossime ai 1200 metri s.l.m..

            Grande importanza ha anche il ruolo svolto dagli animali; il rischio maggiore di contrarre infezione  si ha in zone frequentate da ungulati di media e grossa taglia, da micromammiferi, da uccelli e da tutti i selvatici che in genere svolgono il compito di reservoir del microrganismo. 

In questa indagine per la raccolta delle zecche sono stati scelti 15 siti, distribuiti in tre comuni dell’Agordino (La Valle Agordina, Taibon e Gosaldo), zona di rilevante frequentazione umana a carattere lavorativo e turistico.

Le aree di studio, individuate in base alla cartografia dell’I.G.M. (1:25000), sono state distribuite secondo l’altitudine: 7 sotto i 700 metri s.l.m., 6 tra i 700 e gli 800 metri s.l.m., 2 sopra gli 800 metri s.l.m.

Il profilo ecologico di ciascun sito è stato attentamente rilevato con riferimento all’esposizione rispetto ai punti cardinali, al tipo ed alla densità di vegetazione, alla frequentazione antropica, alla vicinanza a corsi d’acqua e alla presenza di fauna (valutando la presenza di eventuali tracce di ospiti, quali escrementi o giacigli di caprioli e tane di micromammiferi). Le condizioni climatiche di temperatura e umidità relativa al momento della raccolta sono state rilevate con termometro e igrometro portatili, mentre la copertura del cielo è stata stimata soggettivamente dall’operatore (nuvoloso, molto nuvoloso, velato, soleggiato). Tutti di dati relativi ai siti ed alle condizioni ambientali al momento di ciascun campionamento, sono stati registrati su apposite schede prestampate (tabella n. 1).

            Le operazioni di raccolta sono state effettuate dal Corpo Forestale dello Stato, Sezione di Belluno, adeguatamente istruito sui metodi corretti di campionamento e dotato di tutto il materiale necessario.

            Sono stati effettuati 5 campionamenti per ogni sito, confinati nei mesi di marzo, maggio, giugno, luglio e agosto in rapporto ai periodi di attività delle zecche. Non sono stati effettuati campionamenti durante e subito dopo giornate piovose. Per il completamento dello studio sono stati previsti campionamenti anche nei mesi successivi.

            Per tale operazione è stato utilizzato il metodo della “coperta di lana strisciata” (“dragging sample”) (De Felici & Luise, 2000), che consiste nel raccogliere le zecche allo stato libero, non fissate su ospiti, trascinando lentamente sulla superficie del suolo, per tempi stabiliti, un panno di flanella o di lana, esprimendo il numero di esemplari rinvenuti come individui/minuto di strisciata.

Nel nostro caso è stata usata una coperta di pura lana vergine di 1m2, di colore chiaro. Il metodo si basa sul comportamento caratteristico  (“ambushing”) di molti ixodidi, che attendono, appostati sull’erba, sui cespugli o semplicemente nelle lettiere, il passaggio di un potenziale ospite, pronti ad attaccarsi sulla superficie del suo corpo, lasciandosi eventualmente cadere, non appena vengano scossi o sfiorati.

            A fronte della sua praticità e della possibilità di ottenere stime paragonabili, l’uso del “dragging” presenta però alcuni limiti (Sonenshine 1993; Wilson 1994). Il metodo è infatti sensibile alle differenze strutturali della vegetazione: la presenza, lo sviluppo e l’abbondanza di arbusti ostacolano il regolare passaggio del panno con effetti che possono essere rilevanti sia rispetto al numero di individui raccolti a parità di superficie esplorata, che rispetto alla ripartizione per stadi di sviluppo degli individui catturati. Per le larve, inoltre, la distribuzione fortemente aggregata degli individui connessa alla concentrazione delle uova nei punti di deposizione è tale che le raccolte forniscono risultati quantitativi poco indicativi (De Felici e Luise 2000).

Alla luce della variabilità delle categorie e delle strutture di vegetazione dell’area, considerando i limiti del metodo e le esperienze di altri ricercatori (De Felici e Luise 2000) si è ritenuto che il campionamento effettuato nell’arco di 5 minuti effettivi potesse rappresentare un buon compromesso tra l’esigenza di uniformità dei siti, l’affidabilità, almeno a livello qualitativo dei risultati, e la necessaria velocità di esecuzione.

Al fine di ridurre al minimo il distacco o la fuga di individui nel corso della strisciata, il campionamento è stato suddiviso in 5 intervalli di 1 minuto, al termine di ciascuno dei quali veniva effettuata la conta e la raccolta degli esemplari presenti su entrambe le superfici della coperta.
             I parassiti venivano staccati dalla coperta con pinzette, in modo da evitare il loro danneggiamento; al termine di ogni minuto, venivano prelevate dalla coperta le ninfe e gli adulti, mentre le larve, che in genere si insinuano nel tessuto, venivano tolte al termine di ogni campionamento.

Tutti gli esemplari raccolti, classificati in base al sito di ritrovamento ed alla data di raccolta, venivano immediatamente poste in alcool al 70%, e conservate possibilmente a 4°C.

Giunte in laboratorio le zecche venivano differenziate valutando il loro stadio di sviluppo, contate e sottoposte ad  analisi una per una per la ricerca di Borrelia burgdorferi.

Tabella n°1: CARATTERISTICHE DEI SITI DI PRELIEVO

Località

Comune

Altit.

Esposizione

Corsi d’acqua

Vegetazione

Densità

Fauna

Freq.umana

Cancellade

La Valle

695

Nord-ovest

SI

Conifere e latifoglie

Media

Cervo e capriolo

Turisti,escurs.,

lavorat.,cacciat.

Noach

La Valle

610

Sud-ovest

SI

Prato e arbusti

Bassa

Cervo e capriolo

Lavoratori,

 cacciatori

Ronchet

La Valle

650

Nord-ovest

NO

Conifere e latifoglie

Media

Cervo e capriolo

Lavoratori,

 cacciatori

Ex cava

La Valle

720

Ovest

NO

Latifoglie e prato

Bassa

Cervo e capriolo

Lavoratori,

 cacciatori

Lantrago

La Valle

800

Sud-ovest

NO

Prato

-

Cervo e capriolo

Lavoratori,

 cacciatori

Peden

Taibon

630

Est

NO

Prato e arbusti

Bassa

Cervo,capriolo,volpe

Lavoratori

Il forte

Taibon

778

Nord-est

-

-

-

Cervo e capriolo

Turisti,escurs.,

lavorat.,cacciat.

Villavova

Taibon

620

Piano

SI

Latifoglie

-

Cervo e capriolo

Turisti,escurs.,

lavoratori

R.de Buos

Taibon

700

Ovest

NO

Latifoglie e prato

Bassa

Cervo e capriolo

Case sparse,

lavorat.,cacciat.

10°

Campedel

Taibon

710

Sud-est

NO

Prato e arbusti

Bassa

Cervo e capriolo

Turist.,escurs.,

lavorat.,cacciat.

11°

Lambroi

Gosaldo

710

Sud-ovest

SI

Latifoglie

Media

Cervo e capriolo

Nucleo ab.rurale,l

avorat.,cacciat.

12°

Case

Gosaldo

850

Sud

SI

Latifoglie

Media

Cervo e capriolo

Case sparse,

lavorat.,cacciat

13°

Laveder

Gosaldo

850

Sud-sudest

SI

Prato e arbusti

Bassa

Cervo e capriolo

Lavoratori,

cacciatori

14°

C.de Ren

Gosaldo

650

Sud

SI

Latifoglie e arbusti

Bassa

Cervo,capriolo,beccaccia

Lavoratori,

cacciatori

15°

Bitti

Gosaldo

650

Nord-ovest

NO

Arbusti

Media

Cervo e capriolo

Lavoratori,

cacciatori