ONTANO  ontonjpg3.jpg (69834 byte)L'Ontano nero Ŕ un tipico albero che s'accompagna ai corsi d'acqua e, in genere, ai luoghi fangosi e forse per questo motivo molti autori ritengono che il termine latino Alnus derivi dal celtico "al lan" che significherebbe "stare presso le rive". Questa sua facile reperibilitÓ , associata al fatto che il suo legno tende ad indurirsi quando rimane a lungo sommerso in acqua, ne fece, tra gli antichi, l'albero preferito per costruire le palafitte. Poi, al trascorrere dei secoli, si caric˛ di significati simbolici. Fu considerato l'albero della vita dopo la morte, per la proprietÓ del legno di divenire d'un rosso arancione molto vivo appena venga tagliato. Omero lo narra come albero della resurrezione e lo colloca nell'Odissea a fianco della grotta della ninfa Calipso.

Assieme all'Ontano nero (Alnus glutinosa Gaertner), va ricordato che vivono spontaneamente in Italia altre tre specie del genere Alnus. L'Ontano bianco (Alnus incana Moench), diffuso sulle alluvioni fluviali del centro-nord, l'Ontano verde (Alnus viridis (Chaix)DC), tipico dei pendii alpini dove ristagna la neve e battono le valanghe, e l'Ontano napoletano (Alnus cordata (Loisel.)Desf.), frequente nei boschi montani delle regioni meridionali.

Alto fino a 30 e pi¨ metri, a portamento rotondeggiante o piramidale, l'Ontano nero Ŕ un robusto albero che si lascia facilmente riconoscere per una foglia e per dei frutti molto caratteristici.

ontonjpg1.jpg (31239 byte)La foglia Ŕ largamente ovata e spesso rotondeggiante, irregolarmente seghettata ai margini e, questo Ŕ un carattere ben evidente, sprovvista di una vera punta o, pi¨ spesso, smarginata e rientrante all'apice. La pagina superiore Ŕ di un bel verde scuro e lucido, quella inferiore pi¨ chiara, un po' opaca e provvista di ciuffi di peli rossastri nella biforcazione delle principali nervature. Il secondo elemento che rende inconfondibile quest'albero Ŕ il frutto, tipico nella forma e generalmente presente secco sui rami per tutti i mesi dell'anno. E' una specie di "falsa pignetta" legnosa, dal diametro di 1,5-2 cm circa, che si forma durante l'estate dopo la fecondazione del fiore femminile.
ontano2.jpg (8813 byte)
I fiori maschili, invece, sono raggruppati in ciuffi di amenti penduli agli apici dei rami. Vengono preparati dalla pianta giÓ in autunno, trascorrono l'inverno chiusi e compatti, e iniziano a gonfiarsi, ad aprirsi e a produrre copiosamente il polline, ben prima della fogliazione, a febbraio-marzo in pianura e, poche settimane dopo, in collina e montagna.


L'Ontano nero Ŕ un albero largamente diffuso in tutte le regioni italiane. Copioso nelle pianure alluvionali, popola tutte le zone collinari e si spinge in montagna fino ad altitudini attorno ai 1600-1700 metri. Predilige stare con le radici in terreni inzuppati o quantomeno profondi ed argillosi e, per tal motivo , Ŕ un tipico abitatore delle rive fangose di fiumi, ruscelli, fossati, laghi ed acquitrini.

ontano7.jpg (16761 byte)E' un albero rustico e frugale e, per le sue attitudini ecologiche, ha trovato anche largo impiego nel restauro ambientale, soprattutto nel consolidamento di scarpate umide ed ombrose. Il legno, per la sua proprietÓ giÓ ricordata di indurirsi in acqua, Ŕ tutt'oggi ricercato per lavori idraulici. E' invece alterabile all'aria e trova modesto impiego sia come combustibile che come materiale da tornio o falegnameria. La corteccia, ricca di tannino, si usava con vantaggio nella concia delle pelli.ontano3.jpg (9661 byte)
Interessanti anche, in epoche passate pre-industriali, le capacitÓ tintorie: la corteccia, macerata con limatura di ferro, dava un bel nero ricercato per i feltri dei cappelli; germogli e corteccia, diversamente lavorati, potevano invece dare un bel colore giallo vivo.